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Cosa mi metto oggi?
Come mi chiamo oggi?

È un viaggio umano, sociale ed esistenziale.

È una richiesta di riconoscimento della propria appartenenza al consesso umano, prima ancora che al genere maschile o femminile.

È lo scardinamento del sistema binario sesso-genere che porta in un labirinto di scelte continue da decifrare e risolvere, sotto il peso delle domande pressanti del collettivo.

È la lotta contro l’omologazione e le aspettative sociali per approdare ad una nuova consapevolezza di sé stessi nel mondo.

Mi serve un altro nome ora, che identifichi sia l’esito della frattura avvenuta, sia la ricomposizione della mia identità in una nuova forma.

Nulla da nascondere.